Bandeau
Fragments d’Histoire de la gauche radicale
Slogan du site
Descriptif du site
Presentazione del Partito Comunista Internazionale
Article mis en ligne le 21 avril 2016

par ArchivesAutonomies

Il Partito Comunista Internazionale (che fino al 1965 aveva continuato a chiamarsi Partito comunista internazionalista) è nato nel 1952 da una scissione avvenuta nel Partito Comunista Internazionalista. Quest’ultimo si è costituito in Italia nella clandestinità nel 1943, durante la seconda guerra mondiale, sotto l’impulso di militanti della “Sinistra Comunista”, la corrente che era stata all’origine del Partito Comunista d’Italia e che l’aveva diretto dalla sua fondazione fino al 1923 nell’ambito, però, di crescenti disaccordi con la direzione dell’Internazionale Comunista (IC). L’arresto di Amadeo Bordiga e di altri dirigenti della Sinistra da parte dei fascisti, permise all’IC di nominare intorno ad Antonio Gramsci una direzione politica in linea con un’orientamento sempre più in contraddizione con i principi comunisti.
Il Partito Comunista Internazionalista, che pubblicava il giornale Prometeo, era presente solo nel Nord Italia perché era separato dal resto del paese dalla linea del fronte di guerra ; è solo nel 1945, alla fine della guerra, che poterono essere ristabiliti i contatti con i militanti del centro e del sud che si erano riuniti in una Frazione di Sinistra dei Comunisti e Socialisti Italiani. A partire da questo momento il P.C. Internazionalista pubblicò in Italia il giornale Battaglia Comunista e una rivista teorica per la quale riprese il nome del vecchio giornale, Prometeo. In Francia i suoi adepti si organizzarono in una Fraction Française de la Gauche Communiste Internationale che pubblicava L’Etincelle, poi L’Internationaliste (i militanti in disaccordo con il P.C. Internazionalista, la “Gauche Communiste de France”, pubblicarono Internationalisme).
La confusione e le divergenze esistenti nel seno del P.C. Internazionalista portarono alla cristallizzazione di due tendenze ; le divergenze riguardavano molti punti importanti : l’analisi dell’imperialismo, la natura dell’URSS, la questione del partito, la questione sindacale, la partecipazione o meno alle elezioni, l’attitudine in rapporto alle lotte di liberazione nazionale ecc.
Fondamentalmente la tendenza raggruppata intorno ad Amadeo Bordiga considerava che la situazione continuava a rimanere controrivoluzionaria per molti anni ancora ; il compito più importante, perciò, date queste condizioni oggettive, era il lavoro teorico e programmatico di restaurazione del marxismo e del programma comunista sfigurati non solo dallo stalinismo ma anche dalla maggior parte dei movimenti antistaliniani (trotskisti ed altri). L’intervento pratico nelle lotte operaie era indispensabile, ma credere che quella attività potese dare altre cose che dei risultati limitati voleva dire cadere nell’attivismo. L’altra tendenza, riunita intorno ad Onorato Damen sosteneva che, anteporre come compito principale del partito l’attività di restaurazione teorica e programmatica del marxismo, significava rifiutare l’azione pratica e non cogliere le potenzialità che questa azione poteva aprire.
Dopo la scissione, il Partito Comunista Internazionalista di Damen e dei suoi compagni continuò a pubblicare Battaglia Comunista e Prometeo. Essi esistono ancor oggi e rappresentano la principale sezione della Tendenza Comunista Internazionalista (che ha preso il posto del Bureau International pour le Parti Révolutionnaire). La TCI ha pubblicazioni in diverse lingue (vedi il sito leftcom.org).
Il gruppo intorno a Bordiga, che prese il nome in seguito di Partito Comunista Internazionale, pubblicò in italiano Il Programma Comunista, mentre i militanti francesi pubblicarono all’inizio un bollettino intitolato Travail de Groupe, e poi la rivista teorica Programme Communiste e il giornale Le Prolétaire.

Durante il periodo successivo, il P.C.Int. (Programma Comunista) svolse un immenso lavoro di chiarificazione teorico-programmatica al fijne di tirare le “lezioni delle controrivoluzioni” e dimostrare che le loro cause non si trovavano nelle insufficienze del marxismo e del programma comunista ; al contrario, solo il marxismo integrale e invariante poteva spiegare ciò che era passato e decifrare la natura capitalistica dello Stato dei paesi pretesi “socialisti”, e solo il programma comunista originale poteva servire da guida alla rivoluziona futuro. Ai lavori storici e teorici sulla rivoluzione russa, la questione cinese, il corso dell’imperialismo mondiale, l’economia marxista, le lotte di liberazione nazionale (contro l’indifferentismo di fronte a queste rivoluzioni borghesi) ecc., si aggiungevano quelli più politici su questioni “tattiche” (astensionismo elettorale ecc.) oppure “organizzative” (“centralismo organico” al posto del “centralismo democratico”, carattere internazionale del partito ecc.).

A metà degli anni Sessanta una crisi interna sboccò, in Francia, in una scissione con dei militanti che si opponevano alla pubblicazione del giornale Le Prolétaire perché vi vedevano una manifestazione di “attivismo”. La separazione si divise poi in due tronconi : gli uni intorno a Dangeville, che pubblicavano Le Fil du Temps e gli altri, intorno a Camatte, che pubblicavano Invariance che di lì a qualche anno arrivò a rigettare il marxismo e la rivoluzione sociale. Nello stesso tempo, in Italia, un gruppo uscito dal partito pubblicò un giornale dal nome Rivoluzione Comunista (e, in seguito ad una divisione di questo gruppo, uscì un altro giornale, l’Internazionalista che criticava la tattica astensionista e riportava in auge il centralismo democratico.
In risposta a questa crisi il PC Internazionale adottò le Tesi (“organizzative”) di Napoli e di Milano nelle quali si riafferma l’importanza del centralismo organico : il principio democratico deve essere rigettato nella vita interna del partito nella stessa misura in cui deve essere denunciato e combattuto nella lotta sociale. Il partito rivoluzionario di classe non può funzionare come i parlamenti borghesi : deve avere la più grande omogeneità politica possibile, solo modo reale, non “burocratico” o artificiale, di giungere all’unità di pensiero e d’azione che gli è indispensabile per diventare lo stato maggiore della classe operaia in guerra contro il capitalismo.

All’inizio degli anni Settanta nuove divergenze sfociarono sulla scissione del gruppo detto dei “fiorentini” (perché centrata sulla sezione di Firenze), conosciuto dal nome del loro giromnale Il Partito Comunista (questo gruppo esiste ancora ed ha anche pubblicazioni in inglese e spagnolo : El Partido Comunista, The Communist Party ; il loro sito è : international-communist-party.org). Le divergenze ruotavano all’inizio sulla questione sindacale ; i Fiorentini sostenevano che la CGIL e la CGT erano dei sindacati di classe che bisognava difendere contro il progetto di fusione con altri sindacati. Ma il corso delle discussioni mostrò che le radici dell’errore di analisi si trovavano in deviazioni idealiste nella concezione del partito e della sua attività.
Durante quello stesso decennio, pur restando una formazione poco numerosa, il PCInt. conobbe un certo sviluppo ed una estensione della sua rete internazionale al di là dell’Italia e della Francia. Vi furono pubblicazioni in diverse lingue, diffuse in molti paesi : in inglese (la rivista Communist Program), per la Germania (la rivista International Revolution, prima e poi Kommunistiches Programm, e il giornale Proletarier), per la Spagna (la rivista El Programa Comunista e il giornale El Comunista), per la Svizzera (Le Prolétaire, supplemento Suisse), per i paesi scandinavi (la rivista Kommunistik Program e il bollettino Kommunistisk Fackopposition), per l’America Latina (il giornale El Proletario, il bollettino Espartaco per il Venezuela, il periodico Proletario per il Brasile), per l’Algeria (il periodico El Oumani), per la Grecia (la rivista Kommunistiko Programma), in turco (il bollettino Enternasyonalist Proleter), in arabo ecc.

Ma all’inizio degli anni Ottanta il partito entrò in una profonda crisi che fece esplodere la sua struttura internazionale ; molti militanti attribuirono ad insufficienze politiche, teoriche o programmatiche lo stallo del suo sviluppo o il suo rinculo, senza comprendere che la causa andava cercata nella situazione mondiale : sconvolta dalla crisi economica generale del 1973-75, la borghesia era riuscita a riprendere solidamente il controllo della situazione, schiacciando le agitazioni operaie in Polonia o in Iran, infliggendo ai proletari dei paesi imperialisti, disarmati dalla collaborazione di classe, il rafforzamento del loro sfruttamento.
I militanti che, accecati dalle illusioni sulla vicinanza dell’apertura di un periodo rivoluzionario, crederono di trovare un rimedio alle difficoltà incontrate in una revisione più o meno estesa del programma del partito, ma si dispersero rapidamente ; solo El Oumami resistette per 3 o 4 anni.

Altri militanti iniziarono un lavoro di ricostituzione dell’organizzazione di partito in linea con le posizioni classiche del PCInt., ma sulla base di un bilancio delle insufficienze e degli errori commessi nei differenti ambiti che avevano provocato l’esplosione della crisi. Certi militanti, considerando inutile o addirittura dannoso fare un tale bilancio, rifiutarrono di partecipare a questo lavoro.Essi esistono ancora, continuano a chiamarsi Partito Comunista Internazionale e pubblicano in italiano la vecchia testata Il Programma Comunista e un bollettino in inglese : The Internationalist (il loro sito : partitocomunistainternazionale.org).

Il “Parti Communiste International-Programme Communiste” pubblica oggi in Francia il giornale Le Prolétaire e la rivista Programme Communiste ; in Italia il giornale Il Comunista e il bollettino Il Proletario ; in Spagna il giornale El Proletario e la rivista El Programa Comunista, ed un supplemento per il Venezuela ; in inglese il periodico Proletarian ; il suo sito è : pcint.org. Il suo obiettivo principale resta lo stesso : lavorare, sulla base del programma comunista invariante, combattendo le deviazioni attendiste o attiviste, alla costituzione del futuro partito di classe internazionale che avrà il compito di centralizzare e dirigere le forze proletarie nella rivoluzione comunista mondiale.


Documento : Il Partito comunista internazionale nel solco delle battaglie di classe della Sinistra Comunista e nel tormentato cammino della formazione del partito di classe