Il Risveglio (1900-1940)

Breve presentazione del Réveil/Il Risveglio.  [1]

Il primo numero de Le Réveil socialiste-anarchiste/Il Risveglio socialista-anarchico esce a Ginevra il 7 luglio 1900. Ha vocazione d’essere l’organo del movimento anarchico in Svizzera. Si tratta di una pubblicazione bimestrale bilingue, che comporta di solito due pagine in francese e due in italiano. Più di rado si trovano tre pagine in francese, con una sola in italiano. Il fondatore e responsabile dei due giornali, Luigi Bertoni, ne è il principale artefice, ma i suoi sforzi sono sostenuti dal contributo attivo e fraterno di vari collaboratori.

Per la parte francese, bisogna notare i nomi di Georges Herzig, Louis Pindy, e Eugène Steiger, tutti veterani della Federazione giurassiana, oltre ai più giovani Georges Biolley, Emile Held, Carlo Frigerio, ecc.

Per la parte italiana, occorre ricordare i nomi di Lavinio Barchiesi, Antonio Cavallazzi, Mario Basadonna, Nino Samaja, Felice Vezzani ed altri.
A partire dal numero 276, del 12 marzo 1910, i due titoli, sempre bimestrali, vengono diffusi separatamente in edizioni di quattro pagine ognuno.
Poi, a partire dal numero 358, in data del 15 maggio 1913, il titolo cambia per diventare Le Réveil communiste-anarchiste e Il Risveglio comunista-anarchico.

Infine, dal numero 691, del primo maggio 1926 e fino alla sua fine, il giornale si chiamerà Le Réveil anarchiste e Il Risveglio anarchico.
Il numero 1054, del 24 agosto 1940, è l’ultimo dove appare il nome di Luigi Bertoni come responsabile, al seguito della sua proibizione da parte del Consiglio federale.

Durante la Seconda guerra mondiale il giornale sarà pubblicato clandestinamente sotto forma di opuscolo bilingue, con come luogo di stampa “Quelque part en Suisse” [2]. L’ultimo giornale, datato del dicembre 1946, porta il numero 147.

Il giornale è bilingue. A tutti gli effetti si tratta di due giornali indipendenti e anche se può capitare di trovarvi traduzioni dal francese all’italiano, o viceversa, gli articoli sono differenti. “[I giornali] hanno una funzione differenziata, perché non parlano allo stesso pubblico e non trattano necessariamente degli stessi temi”, indica Gianpiero Bottinelli nel suo libro [3]. Le Réveil guarda verso la Svizzera romanda, mentre Il Risveglio ha come pubblico la “numerosa colonia italiana [4].

Per quanto riguarda il suo contenuto, Il Risveglio si vuole l’organo del movimento anarchico internazionale. Ha una visione internazionalista e offre contributi significativi su vari temi ricorrenti di dibattito teorico, tra i quali: i rapporti tra anarchismo e sindacalismo, l’antiparlamentarismo, l’antimilitarismo (in particolare i disertori e i renitenti alla leva), l’organizzazione, l’individualismo, le cooperative, lo sciopero (generale), i rapporti tra anarchismo e movimento operaio, e l’attitudine rispetto alla guerra. Vi si trovano per altro numerosi articoli che trattano di singoli eventi rivoluzionari in varie parti del mondo, come in Russia (1905), in Spagna (1909), in Messico (1911) e così via.

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Il contenuto del giornale è talmente variegato che sarebbe ridicolo cercare di riassumerlo in poche righe. Siamo pienamente coscienti di essere soltanto all’inizio della sua riscoperta. Ricordiamo appunto che finora non era che ben poco disponibile, consultabile in effetti unicamente al CIRA di Losanna, sulla cui iniziativa è stato intrapreso, da alcuni anni, questo lavoro di digitalizzazione.

Ora che possiamo mettere online l’integralità del Risveglio, lanciamo un appello per la realizzazione di un lavoro collettivo che porti a far conoscere gli articoli ivi pubblicati da vari autori, tra i quali Luigi Bertoni, Georges Herzig, Jean Wintsch e altri ancora meno conosciuti. Bisogna rendersi conto che non esiste per il momento alcuna raccolta degli scritti di questi militanti! Nella necrologia di Herzig, nel lontano 1923, si legge: “Il compagno Nettlau ci scriveva pochi mesi or sono per esprimere il suo vivo desiderio che gli scritti di Georges Herzig fossero riuniti in volume, divisi per soggetto. Se attualmente le circostanze non ce le permettono, speriamo poter realizzare un giorno questo sogno”. Da allora sono passati 94 anni e non è successo nulla! C’è un lavoro da fare: rimbocchiamoci le maniche senza altri indugi!

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Dal nostro canto [5], abbiamo cominciato a mettere in valore degli articoli che esprimono un posizionamento internazionalista durante il primo conflitto mondiale. Articoli questi, scritti da Bertoni, Malatesta, J. e R., così come anche la pubblicazione di un Manifesto anarchico nel novembre del 1914, indirizzato “Al proletariato internazionale”. Per alimentare la discussione sulla questione essenziale, purtroppo sempre d’attualità, che consiste a determinare si vi sia ancora qualcosa da salvare a questo mondo (come le libertà democratiche, la nozione di progresso rispetto al passato), abbiamo trascritto degli articoli di anarchici che hanno preso posizione in favore della difesa della civiltà contro la barbarie, come Jean Wintsch, Jean Grave, Georges Herzig.



Notes :

[1Aspettando una presentazione più completa. Precisiamo d’altronde che per il momento questa presentazione, così come la nota a riguardo dei sommari, sono traduzioni. Bisognerebbe che in seguito dei lettori di lingua italiana si offrano per collaborare con il nostro collettivo, con lo scopo di far meglio conoscere Il Risveglio. Pensiamo che non basti unicamente mettere un giornale online. La ricchezza del Risveglio si può rivelare meglio, per esempio, attraverso la trascrizione di articoli particolarmente significativi. Così, per quanto riguarda il Réveil, abbiamo trascritto articoli di Bertoni, Winstch, Grave, Herzig, Malatesta... pubblicati ai tempi della Prima guerra mondiale. Articoli, questi, in maggioranza sconosciuti in quanto non accessibili facilmente al grande pubblico. Gli uni e gli altri potranno operare altre scelte in funzione dei loro interessi.

[2Da qualche parte in Svizzera

[3Gianpiero Bottinelli : Luigi Bertoni, la coerenza di un anarchico, La Baronata, 1997.

[4Idem.

[5Per la parte di lingua francese.